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A cena con i vini Severino Garofano

Cosa c’è di meglio di una bella cena tra amici con degustazione di vini guidata direttamente dal produttore?

Sicuramente riuscita l’idea degli amici di InAlto Vineria, nel borgo antico barese, che hanno invitato Stefano Garofano per una serata a base dei vini targati Severino Garofano.

Siamo in Puglia, nel cuore del Salento, a Copertino dove nel 1995 nasce l’azienda Monaci. Il territorio è da sempre vocato alla viticoltura. Enologo dell’azienda è il padre Severino che ha trasmesso ai figli Stefano e Renata la passione per il vino. La loro produzione è incentrata sul negroamaro, vitigno che rappresenta il territorio e dalla cui coltivazione si ottengono vini di pregio, a partire dai rosati.

Ed è così che inizia il nostro tour degustativo. Quando parliamo di rosati sono sempre molto attenta a cogliere le sfumature! Il rosato Garofano è il GIROFLE, dal nome particolare e pezzo forte dell’azienda. Nasce nel 2005 ed è prodotto con il metodo “a lacrima”, chiamato così perchè le uve sono raccolte e sottoposte a delicata pigiatura, in modo da farle “lacrimare”. Questo vino ha un colore rosato proprio di un negroamaro in purezza, 13% di gradazione alcolica, dai profumi intensi fruttati di ciliegia matura ma anche qualche sentore agrumato, al gusto fresco e sapido. Lo beviamo con degli assaggi di focacce. Un rosato davvero elegante! 

Stefano ci presenta poi ELOQUENZIA, Copertino DOC, nonchè primo prodotto ottenuto dalle loro uve negroamaro. Un bel rosso rubino caratterizza questo vino dalle note fruttate e speziate. Un vino morbido ed elegante, che gustiamo su taglieri di salumi e formaggi proposti dalla Vineria.

Il vero pezzo forte è sicuramente LE BRACI, negroamaro da vendemmia tardiva, un vero capolavoro! La sovramaturazione delle uve lo rende un vino possente e di grande personalità. Un colore rubino dai riflessi violacei, persistente all’olfatto che viene colpito da una varietà di profumi tra cui spiccano frutti maturi, liquirizia, cioccolato. Un vino davvero importante, che accompagna zuppe e vallutate preparate dallo chef. 

La serata però non poteva concludere in modo migliore perchè ho ritrovato un ottimo passito che avevo assaggiato tempo fa: LE BRICIOLE. E’ un vino che di dolce ha anche il nome! E’ prodotto da uve malvasia bianca e chardonnay, delicato al naso e gradevolissimo all’assaggio. I sentori di miele, di albicocca disidrata e una leggerissima nota tostata lo rendono un passito speciale, che noi abbiamo gustato con dei tipici “sporcamuss” (sporca musi) baresi, ma io vedrei bene anche da solo per apprezzarne meglio la delicatezza!

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