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Aperitivo nelle Cantine Polvanera

Cosa c’è di meglio di un aperitivo in un pomeriggio di primavera? Nulla… tranne forse una location d’eccezione, come quella delle Cantine Polvanera

Siamo tra Gioia del Colle e Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, luogo di produzione della DOC Primitivo Gioia del Colle. L’azienda è attiva dai primi anni 2000 e deve il suo nome alla POLVA GNORA che si formava nell’antica struttura oggi ristrutturata, adibita in passato alla produzione del carbone. 

E così nasce Polvanera ad opera di Filippo Cassano, proprietario ed enologo, che ha ereditato la passione per il vino dalla sua famiglia. Decide quindi di piantare uve tipiche della zona, scoprendo le tecniche di produzione anche dei più singolari vitigni. 

E’ una cantina biologica, in cui non si utilizzano diserbanti e sono usati prodotti naturali, come si legge dall’etichetta Organic Wine sulle bottiglie Polvanera. 

L’area di produzione è di circa 100 ettari, divisi tra Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Cassano, Santeramo. Questa frammentazione diminuisce il rischio di malattie e di avversità meteorologiche.  

Per i sistemi di produzione troviamo in queste zone alberelli senza sostegno, soprattutto per favorire una maggiore qualità a discapito della quantità, il cordone speronato con otto gemme e il guyot per moscatello, moscato bianco e falanghina.

Il terreno è molto grosso, terroso, con pietre e roccia calcarea e questa mineralità si ritrova nei vini, persino nei primitivi che non perdono in freschezza nonostante l’elevata gradazione alcolica.

I primitivi Gioia del Colle DOC Polvanera infatti prendono il nome di 14, 16 e 17, secondo il titolo alcolometrico e ogni DOC è prodotta a partire da vitigni allevati in aree diverse: per il 17 vigneto Montevella (Acquaviva delle Fonti), per il 16 San Benedetto (Acquaviva delle Fonti) e per il 14 Marchesana (Gioia del Colle). 

 Vitigno Marchesana da cui si produce 14, Primitivo Gioia del Colle DOC.
Vitigno Marchesana da cui si produce 14, Primitivo Gioia del Colle DOC.

La cantina è scavata nella pietra, a 8 m di profondità, dove vediamo il profilo del sottosuolo in roccia calcarea stratificata. Questa caratteristica del terroir rende possibile la distinzione tra primitivo Gioia del Colle e primitivo di Manduria.

E infatti la roccia e le numerose falde acquifere rendono inutile l’irrigazione sui terreni molto fertili. In estate, inoltre, l’elevato gap climatico fa sì che si sviluppi un’ottima acidità anche nei rossi. 

Per le DOC Gioia del Colle i vini permangono 2 anni in cisterne di acciaio e 1 in bottiglia, poi ci sono anche rossi dalla produzione più veloce. Per i bianchi, invece, 4 mesi in acciaio e 20 gg. in bottiglia, sempre assicurando un periodo di produzione inferiore a 1 e ridotta quantità di solfiti.

Novità degna di nota è quella degli spumanti, prodotti con metodo charmat, con rifermentazione in autoclave in cisterne a pressione e temperatura controllata. Sono a base di uve marchione, minutolo e anche primitivo per il rosato. 

E si distinguono anche per un imbottigliamento diverso, in bottiglie basse. E’ un’idea interessante che coniuga la tendenza per gli spumanti e il favore per uve autoctone pugliesi! 

Cosa abbiamo assaggiato? Beh l’aperitivo era decisamente ricco e i vini in degustazione sono stati accompagnati da abbinamenti food della Dolceria Sapone di Acquaviva delle Fonti. 

Il primo vino è il Marchione, spumante metodo charmat, abbinato a un’insalatina fredda con cecio nero di Acquaviva, grano Senatore Cappelli e sedano.  E’ un vino ottenuto da uve marchione al 100% con macerazione di 2 ore in pressa, fermentazione in autoclave per almeno 10 gg. a temperatura di 13°C e permanenza sui lievi di 6 mesi. Prevalgono sentori citrici al naso e anche all’assaggio. E’ uno spumante fresco e piacevole. 

Assaggiamo anche il bianco Polvanera, 100% minutolo, 12% di gradazione alcolica. Un bianco dai sentori fruttati, banana, mela verde, pesca gialla ed erbe aromatiche. A questo è accostato un mini panino con melanzana grigliata, pomodorino secco e pecorino.

In degustazione anche uno dei primitivi Gioia del Colle DOC, il 14. Questo vino rimane 24 mesi in acciaio e 1 anno in bottiglia. Prevale al naso la prugna e la ciliegia e sentori di tabacco e liquirizia. Il vino è fresco, i tannini delicati e risulta un primitivo fine ed equilibrato. Meno vigoroso degli altri 16 o 17, ma altrettanto di personalità.

Ultimo vino in degustazione il moscatello selvatico dolce. Da moscato bianco 100%, questo vino è fine ed elegante, dai delicati sentori floreali di rosa e di frutta a polpa bianca. In abbinamento tette delle monache con cui si sposa perfettamente!

Manca all’appello in questa splendida serata il rosato, blend ben riuscito di aleativo, primitivo e aglianico, uno di quei rosati briosi che non possono mancare nella cantina personale…. io mi sono aggiudicata per l’occasione una bottiglia formato maxi da 1,5 l da stappare in una bella cena con i miei amici!

Bellissima location, ottima esperienza che consiglio a chi ha voglia di scoprire questa cantina. La prossima iniziativa si terrà il 23 giugno, grazie a Polvanera, Ufficio IAT Acquaviva delle Fonti e Proloco di Curtomartino. Qui le info utili per partecipare:

https://www.facebook.com/events/116940872220070/

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