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Le donne del vino

Oggi è la giornata internazionale della donna, momento in cui, al di là di qualche mimosa, sarebbe il caso di fermarsi a riflettere sul ruolo delle donne nel mondo del lavoro e nella società. 

Io lo voglio fare parlando di un’associazione di donne, che lavorano nel mondo del vino, unite per mettere insieme competenza, passione per il proprio lavoro e voglia di promuovere il territorio.

L’Associazione nazionale Le donne del vino nasce nel 1988 grazie all’idea di Elisabetta Tognana, produttrice toscana. La delegazione pugliese dell’associazione nasce invece nel 2000 grazie a un gruppo di donne che si uniscono per fornire il loro apporto alla valorizzazione della Puglia. Sono produttrici, sommelier, enologhe, ristoratrici, che hanno organizzato un evento dal nome IL VINO POSITIVO, nella cornice di Villa Carenza a Monopoli (BA).

Marianna Cardone (produttrice), Rosa Reddavide (nutrizionista), Manuela Resta (cardiologa), Marina Saponari (Associazione Dire Fare Gustare) ci hanno parlato degli effetti, delle proprietà e falsi miti in un calice. Una chiacchierata che ha coinvolto molto noi tutti presenti, soprattutto quando si è parlato di dieta. Chi non è afflitto dal problema delle calorie? E il vino in un regime dietico? Bene, il problema è l’etanolo che, apportando energia all’organismo, va dosato e quindi ci parlano di una media di circa 30 g al giorno di vino come quantitativo consigliato. Inoltre ci ricordano le esperte che un vino di qualità ha pur sempre effetti benefici sulla salute, data la presenza di polifenoli e resveratrolo, sostanze dalle innumerevoli qualità antiossidanti.

Altra questione scottante di cui ci parlano le amiche dell’associazione è quella relativa alla presenza dei solfiti nel vino. Queste sostanze hanno il compito di favorire la conservazione del vino. Ma, nonostante i dubbi sugli effetti negativi che essi recherebbero sull’organismo, pare non ci sia da temere! E in effetti ci ricordano che già durante la fermentazione alcolica alcuni solfiti sono prodotti dai lieviti. Peraltro la legge obbliga ad indicarne la presenza in etichetta.

Infine le esperte ci parlano dell’abbinamento cibo vino. Sappiamo tutti che è fondamentale riuscire a trovare il giusto equilibrio a tavola ma ci spiegano anche che durante un pasto le papille gustative si “abituano” al cibo e quindi il vino giusto consente anche di far riapprezzare i sapori. 

Durante la chiacchierata in rosa come potevano mancare degli ottimi vini? L’azienda Cardone ci propone un trittico: un fiano in purezza, un rosato da negroamaro e infine un primitivo in purezza. Il primo, il Falera , un bianco fresco. Al naso spiccano fiori e pesca bianca. Il secondo è decisamente il mio preferito, il Nausica , un rosato a me già noto, da apprezzare per la complessità olfattiva, l’equilibrio al gusto e… il colore! Marianna Cardone ci spiega che il colore è frutto di lavoro tecnico svolto in cantina, ma bisogna stare attenti perché i rosati pugliesi spesso soprattutto all’estero sono scambiati per Campari, visto il noto colore a buccia di cipolla proprio dei rosati francesi. Gustiamo poi il rosso, il Primaio , primitivo in purezza, 13.5 % di gradazione alcolica. Il nome di fantasia di questo vino è stato inventato dalla madre di Marianna e si tratta di un blend di primitivo di Manduria e primitivo di Gioia del Colle. È la risposta al novello che l’azienda Cardone non produce ed è il primo primitivo dell’anno, un vino più salubre perché senza posa e anche estivo perché particolarmente fresco rispetto ad altri primitivi.

Dopo aver assaggiato i primi preparati dallo chef di Villa Carenza, la serata prosegue in compagnia dei N Joy che ci hanno fatto divertire. La canzone che incornicia il tutto?  Ovviamente per rimanere in tema I heard it through the grapevine, che ricorda la mia amica Grace voler dire l’ho sentito dire in giro , forse per ricordare l’andamento della crescita della vite nelle vigne! 

Bella serata, un evento perfettamente riuscito grazie all’unione di queste donne così appassionate!

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